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IL COLOMBACCIO
Il Colombaccio è un volatile diffuso su tutto il territorio Europeo. Grande migratore per sua natura, negli ultimi decenni ha certamente ridotto il proprio flusso migratorio, dando alla sua esistenza caratteristiche più stanziali nel tempo (anche a causa forse dei mutamenti di colture, come l’introduzione di nuove leguminacee).
Nidifica in buona quantità anche in Italia specialmente nelle regioni settentrionali ed in Toscana. E’ il più grosso rappresentante dei Columbi europei con una lunghezza totale di 40 cm, ala cm. 25 con una apertura alare fino a 75 cm., lunga coda (25-27 cm.) becco cm. 2, tarso cm. 3. Il suo peso medio è di 500 gr.
Gli adulti, quale segno caratteristico, presentano due macchie bianco crema ai lati del collo che tendono a congiungersi sul retro, lasciando invece un visibile spazio sulla gola.
Le piume copritrici piu esterne dell’ala hanno un colorito bianco ben visibile come una stria candida che attraversa le ali quando l’animale è in volo, in specie se osservato da posizione sopraelevata.Il becco nell’adulto è rosso divenendo giallo aranciato in punta e biancastro alla base. La parte superiore del piumaggio è di un uniforme colorito grigio-azzurrognolo con sfumature più scure nella parte più alta. Sui lati del collo si notano riflessi verdastri, porporini e violetti, cangianti; il petto e la parte anteriore del collo hanno una sfumatura vinata. Il basso addome è biancastro. La coda mostra una fascia terminale nerastra , gli arti inferiori sono rossi, l’occhio è giallo chiaro. I giovani sono ben distinguibili, oltre che per la mole quasi sempre ridotta, per un abito più dismesso, senza quell’opulenza di tonalità cromatiche che distingue l’adulto: mancano le macchie biancastre sul collo, il cosiddetto ‘’collare’’; non ha riflessi metallici.
Tutto il colorito è uniforme grigio, le gambe ed i piedi hanno un rosso più scuro, il becco è grigio , l’occhio bruno.
Numerosi sono i colombacci che nidificano in Italia, sicuramente in aumento rispetto al passato come già osservato, le regioni settentrionale e la Toscana, come già osservato, sono le aree di maggior nidificazione di questa specie: in particolare il Parco di Migliarino S. Rossore offre un habitat adatto per la nidificazione . Ma per lo più il colombaccio è un uccello di passo.
Il doppio transito nei nostri territori, in ottobre ed in marzo, segue due correnti principali, frequentate diversamente dalle moltitudini dei branchi nelle varie annate a seconda delle condizioni climatiche:
- la corrente migratoria tirrenica che, dopo aver sorvolato la pianura padana, raggiunge la Liguria per dirigersi al sud della costa;
- la corrente adriatica centrale, che transita le coste delle Marche e degli Abruzzi; in particolari condizioni climatiche questa corrente, almeno in parte, si dirige, attraverso i valichi appenninici verso la costa tirrenica incrementando la corrente prima citata;
- la corrente adriatica meridionale, a provenienza balcanica, raggiunge il Gargano per poi dirigersi attraverso l’Italia meridionale verso il nord-Africa.
A queste correnti si aggiunge una frangia della corrente centro-europea che nella grande maggioranza raggiunge e attraversa da nord a sud la penisola Iberica.
Ulteriori e più approfondite notizie sul colombaccio, il suo addestramento e la caccia di questa specie di volatile, potrete reperirle sul libro di Francesco Parducci, dall’esperienza venatoria di Gino Saltarelli, ‘Il Colombaccio. Arte e passione labronica’, in vendita presso l'armeria Saltarelli, al prezzo di € 15.
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